
Linus Aldo Rock e gli amici di Radio DeeJay – Maratona di New York

TERRAMIA WORLD RUNNERS
TCS New York City Marathon
50esima edizione del percorso 5 boroughs
A NEW YORK CON LINUS E ALDO ROCK DI RADIO DEEJAY
LINUS
Pasquale Di Molfetta, in arte Linus, è una delle voci più popolari d’Italia, grazie alle sue numerose esperienze radiofoniche come “Deejay chiama Italia”, il programma di Radio Deejay (di cui è Direttore Artistico) di grande successo.
Oltre al lavoro di conduttore radiofonico, Linus è stato un disc jockey, un conduttore televisivo ed uno scrittore di libri. Ne ha pubblicati complessivamente quattro e l’ultimo, dal titolo “Parli sempre di corsa”, è uscito a Settembre 2010. E’ un libro autobiografico in cui racconta il modo in cui la vita del maratoneta si incrocia con la normale vita quotidiana ed in cui esprime tutte le emozioni che la corsa gli ha dato, condividendo con gli amanti del running e della Maratona, le più belle esperienze vissute correndo.
Il titolo emblematico del libro deriva dal tormentone nato durante la sua trasmissione “Deejay chiama Italia”, in cui Linus è stato spesso accusato amichevolmente di “parlare sempre di corsa”. E la sua replica non è tardata ad arrivare:“… e poi se vogliamo non è neanche vero che ne parlo sempre, è che quando mi chiedono, apro il mio vaso di Pandora…”.
Linus è infatti un noto appassionato di corse podistiche e maratone ed ha partecipato a numerosi eventi, sia nazionali che internazionali.
Dal 2005 organizza a Milano la DeeJay Ten, una gara podistica competitiva di 10 km associata ad una “non competitiva” di 5 km e dal 2009 ricopre la carica di presidente onorario della Milano City Marathon, della quale ha contribuito a ridefinire percorso, formula e calendario.
Ma nel libro si parla anche della sua passione per eccellenza… la TCS New York City Marathon, corsa per la prima volta nel 2002 e alla quale ha partecipato ben nove volte consecutive.
Così come spiega lo stesso Linus in un’intervista, “l’idea di partecipare alla Maratona di New York, è nata per gioco, corricchiando tra amici. Avevamo deciso di correre la Stramilano e ci siamo imposti di finirla entro le 2 ore. Ci siamo allenati con impegno e alla fine ce l’abbiamo fatta. Il giorno dopo ci sentivamo come svuotati, avevamo raggiunto l’obiettivo, ma a quel punto occorreva porsi un nuovo traguardo…”
Ed è così che Linus ed i suoi amici podisti, hanno deciso di raggiungere la Grande Mela per correre la Maratona più famosa ed emozionante del mondo, così come l’ha definita nel suo ultimo libro.
“La maratona è una grande sfida che ognuno lancia a se stesso e quella di New York è la più ambita, la Maratona per eccellenza, una gara che regala grandi emozioni, una sorta di “droga emotiva”… la notte prima di una maratona, specie di questa che è tra le più faticose, mi sento come Tardelli ai Mondiali dell’82, non chiudo occhio per l’agitazione…”.
E dal 2002 all’ultima edizione del 2011, questa gara ha regalato a Linus non poche emozioni! Il sito ufficiale della Maratona di New York 2010 recita infatti: Linus, tempo finale 3h29’34”. E’ riuscito ad abbattere il muro delle 3h30′ sulla distanza della Maratona! Leggendo il suo blog scopriamo che negli ultimi metri si stava lasciando andare, ma grazie anche alle tabelle personalizzate che l’amico Orlando Pizzolato gli ha fornito, ha abbattuto questo “muro”, passando dalle 4h34’12” dell’esordio nel 2002, alle 3h29’34” nell’edizione del 2010. Nel 2011 è riuscito a tagliare il traguardo in 3h37’25” nonostante il dolore che lo ha accompagnato durante tutta la gara: “… si impara da ogni occasione. Il risultato cronometrico, per uno scarso come me, non conta nulla. Potevo fare meglio, come lo scorso anno, ma tutto sommato ho chiuso in maniera onesta. Quello di cui sono contento è che sono riuscito ad essere più forte del dolore che ti ha accompagnato per tutta la corsa… “.
Ogni volta che Linus scende dalla propria abitazione alle ore 18 per il consueto allenamento, è come se entrasse in un mondo parallelo… per lui correre significa infatti eliminare dalla testa tutto lo stress e la stanchezza accumulati durante la giornata, per lasciare posto a pensieri ed emozioni.
Ed è proprio per questo che la corsa è diventata una vera e propria mania: ha addirittura iniziato a prendere sistematicamente nota dei chilometri percorsi, dei tempi effettuati e dei percorsi affrontati… “se rispetto a sei mesi prima impiego un minuto in meno per effettuare un determinato percorso, sono felice. E a quel punto non penso più alla fatica, è come un miracolo che si ripete…”.






