"...Kafka era Praga e Praga era Kafka. E noi, i suoi amici, sapevamo che quella Praga era contenuta ovunque nell'opera di Kafka, in finissime particelle. In ogni sua riga noi potevamo e possiamo ancora assaporarla..." (Johannes Urzidil, Di qui passa Kafka, ed.2002).
Nelle opere di Kafka i riferimenti espliciti alla sua città non sono numerosi, eccetto una scena del romanzo "Il processo", interamente ambientata all'interno della Cattedrale di San Vito ed alcune descrizioni nel romanzo "Il Castello", che inevitabilmente fanno pensare al Castello Reale di Boemia, che dall'alto del colle sovrasta la città. Ma come spiega Urzidil, il fascino della città influenzò moltissimo Kafka, che scrisse di Praga: “Questa piccola madre ha gli artigli molto affilati”. Ed è proprio vero. Qualsiasi turista che la visiti per la prima volta, viene rapito dal fascino delle caratteristiche viuzze e dai monumenti gotici, che soprattutto di sera la rendono magica e intrigante...
Sulle orme di Kafka a Praga...
Nell'antico ghetto ebraico (Josefov), si trovava l'abitazione in cui Kafka nacque il 3 Luglio 1883 e dove rimase fino al 1885 con suo padre, Hermann Kafka, un agiato commerciante ebreo, proprietario di un emporio che gestiva assieme alla moglie, anche lei di origine ebraica. Della casa originale oggi rimane solo il portone, mentre tutto il resto fu abbattuto durante il progetto di risanamento del quartiere ebraico. Inoltre per rendergli omaggio, gli è stata dedicata la piazza ed è stato realizzato un singolare monumento.
Nel vicino Palazzo Golz-Kinsky (Piazza della Città Vecchia 11), proprio dove oggi si trova la Libreria Kafka, a partire dal 1907 c'era il negozio di abbigliamento del padre. Mentre spostandosi un pò più a est, potrete vedere la Kavarna Arco (all'angolo tra Hybernska e Dlazdena) che oggi esiste ancora e che Kafka frequentava spesso insieme agli amici dei circoli culturali.
Raggiungete poi il caratteristico Vicolo d’Oro, così chiamato per via degli orafi che vivevano qui nel XVII secolo e dove Franz Kafka visse al n.22, dal 1916 al 1917, ospite della sorella Ottla. Si trattava di un'abitazione modesta costituita da due piccole stanze, in cui lo scrittore scrisse numerosi racconti.
Dopo aver dedicato molti anni alla scrittura, Kafka si ammalò di tubercolosi. Morì il 3 giugno del 1924 a quarantun'anni e venne seppellito all'interno
del Nuovo Cimitero Ebraico (Metro linea A Želivského). Prima di morire, diede istruzioni al suo amico ed esecutore testamentario Max Brod di distruggere tutti i suoi manoscritti e di assicurarsi che non sarebbero mai stati pubblicati. Ma Brod decise di non assecondarlo e di pubblicare la maggior parte di suoi lavori, che ben presto attirarono l'attenzione della critica. Inoltre a luglio del 2010 sono state aperte quattro cassette di sicurezza della banca UBS di Zurigo, contenenti inediti delle opere di Kafka. Si tratta di una parte del patrimonio letterario lasciato dallo scrittore a Brod e da quest'ultimo alla sua segretaria Ester Hoffe.
E per concludere l'itinerario kafkiano, non perdetevi il Museo Kafka (Cihelna Cihelna 2), un'interessante esposizione che ripercorre la vita e le opere dello scrittore con fotografie e citazioni. Più grande e sofisticato il Museo situato in Mala Strana, il Quartiere Piccolo, allestito all'interno di un'antica fornace di mattoni e che conserva documenti, fotografie, manoscritti e programmi udiovisivi riguardanti lo scrittore, provenienti da istituzioni pubbliche e private.
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