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| Il
Central Park, polmone di Manhattan: sentieri e percorsi per i podisti |
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di
Orlando Pizzolato, due
volte vincitore della ING New York City Marathon (1984 e 1985)
Il parco è lungo 4,0km (inizia dalla 59a strada e termina alla 109a) ed è largo 800 metri. Le strade del parco sono parzialmente chiuse al traffico durante il giorno e sono invece completamente chiuse durante la notte (fino alle 8.00 del mattino), oltre al sabato e la domenica. I podisti possono correre su strada lungo delle corsie riservate appositamente per loro e limitate da una striscia continua segnata sull’asfalto, oppure all’interno della strada, su una sorta di ampio marciapiede. Chi si vuol allenare trova ogni tipo di percorso, da semplici e facili circuiti di qualche centinaio di metri, fino ad arrivare a correre tutto il giro (the Big Loop) su strada, e che misura 9,6km. Pochi sono i podisti che percorrono questo itinerario perché la maggioranza si limita a correre attorno al laghetto denominato Reservoir. Il giro completo è anche il più impegnativo per la presenza di alcune lunghe e ripide salite. All’estremo nord del “Big Loop” si arriva a Central Park North, la strada che fa da confine con il quartiere di Harlem, recentemente ristrutturato e che ora accoglie la nuova generazione di ragazzi newyorkesi che non hanno i mezzi economici per permettersi di abitare in Downtown Manhattan. Nella parte nord di questo giro il Central Park ha un aspetto meno curato e un po’ più selvaggio, ed è consigliato non correre fuori strada. Per ragioni di sicurezza è comunque raccomandato di non correre nel Central Park con il buio, anche se ad esempio il giro del Reservoir è illuminato dai lampioni e sorvegliato dalla polizia. Quasi tutti i podisti preferiscono fermarsi a correre attorno al Reservoir, così definito perché è la riserva d’acqua potabile di Manhattan. Certamente questo è il luogo più suggestivo e panoramico di tutto il parco. Su questo circuito, che misura 2540 metri, vi è stato girato il film “Il maratoneta” con la partecipazione di Dustin Hoffman, la cui casa (Dakota Building) s’affaccia proprio sul Reservoir. Altri sono i giri, adeguatamente segnati e misurati a cura del NY Road Runners Club, la società che organizza la maratona di NY, che i podisti sono soliti percorrere per allenarsi. Tra questi il più comodo ed accessibile è quello lungo 3,2km, che parte dalla Tavern On The Green, uno dei ristoranti più ambiti a NY (90 mila presenze l’anno), e che in pratica fa il giro di Sheep Meadow, il prato che ha accolto molti grandi concerti (Pavarotti, Simon e Garfunkel, Rolling Stones, ecc.). Un giro che pochi podisti conoscono è quello del Great Lawn, un ovale in asfalto di 800 metri che spesso è usato come una sorta di pista di atletica. L’entrata di questo circuito nascosto dalla vegetazione è posta proprio dietro il Metropolitan Museum, il famoso museo d’arte, e un altro punto di riferimento per entrarci è anche l’obelisco di Cleopatra a fronte. Nel Central Park ci sono numerosi laghetti: oltre al Reservoir (il più grande) c’è The Pond proprio davanti all’Hotel Plaza, The Lake che confina con il giardino che Yoko Ono ha regalato alla città di NY a memoria del marito John Lennon e che si chiama Strawberry Field. Un altro suggestivo laghetto è il Belvedere per la presenza, sulle sue rive, di un piccolo ma piacevole castello sede della scuola di addestramento dei ranger del parco. Infine, nella zona più a nord del parco si trovano il laghetto Pool e l’Harleem Meer, tra loro collegati da un piccolo ma suggestivo torrente.
Un aspetto
particolarmente affascinante del Central Park è il variare dei
suoi colori e delle tinte in seguito al cambio della vegetazione nelle
varie stagioni. I mesi più belli sono quelli di aprile e maggio
per lo sbocciare dei fiori, oltre che ottobre e novembre, quando le
foglie degli alberi diventano gialle e rosse. Nonostante NY sia una
città di palazzi e grattacieli, la natura sa trovare in ogni
caso un proprio spazio per esprimere la propria energia. visita il sito www.orlandopizzolato.com |
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