Maratona di New York

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Domenica 4 Novembre 2018

TCS New York City Marathon
48a edizione


IL COMMENTO DI ORLANDO
Bella davvero la 48^ edizione della maratona di NY e fortunati gli oltre 50 mila maratoneti che hanno corso con un cielo terso ed un tiepido sole, condizioni perfette per correre e piacevoli per assistere al passaggio infinito di corridori. Io credo che sia stata tra le più belle edizioni sul piano partecipativo, mentre sono sicuro che sia stata l'edizione tecnicamente ed agonisticamente più rilevante.

La gara maschile aveva un favorito quasi certo, il keniano Kamworor, vincitore lo scorso anno, e per quel che è stata l'evoluzione della competizione, si poteva essere certi che – dopo essere rimasti in quattro in testa alla corsa al rientro in Manhattan – avrebbe dato una svolta definitiva con un perentorio cambio di ritmo. Così non è stato, e quando il keniano si è trovato con a fianco ancora due etiopi, penso che anche in lui si sia insinuato il dubbio della maggior difficoltà a risolvere facilmente la corsa. Kamworor ha provato varie volte a staccare dapprima Shura Kitata e poi Lelisa Desisa. Il primo qualche metro di distacco l'ha accusato, mentre il secondo non hai mai mollato. Anzi, nonostante un'andatura di corsa incerta, si è prodigato in un perentorio cambio di ritmo quando all'arrivo mancava poco più di un chilometro.

Il lungo rettilineo di Central Park South è stato il punto della corsa in cui la componente agonistica è stata esaltante: Desisa stringeva i denti per mantenere il vantaggio di qualche decina di metri su Kamworor, che a sua volta si sentiva insediato dalla rimonta di Kitata e quest'ultimo che spremeva ogni fibra muscolare per giocare le ultime opportunità per l'insperata vittoria. A Columbus Circle, con soli 500 metri da percorrere, l'esito era altamente incerto perché Kitata aveva superato il campione uscente Kamworor ed era in rimonta sul connazionale Desisa. La vittoria e la “sconfitta” erano quindi solo una questione di forza volontà, e questa volta la tenacia ha premiato Desista, vincitore anche di Boston 2013 e 2015.

Nella gara femminile si deve dare grande merito alla keniana Mary Keitany, non solo per la quarta vittoria qui a New York, ma specialmente per aver percorso la seconda parte di gara in 66 minuti a 58 secondi, un'andatura così veloce da essere tra le migliori prestazioni mondiali sulla mezza distanza.

L'azione decisiva si è avuta poco prima di salire sulla rampa del Queensborough Bridge, quando le etiopi Gudeta e Tusa avevano accelerato repentinamente per ravvivare una corsa che procedeva su andature amatoriali. L'accelerazione metteva subito in difficoltà le americane, tra le quali la vincitrice dell'edizione 2017, Shalane Flanagan, che preferivano giustamente procedere con prudenza.

Al ritmo intenso della Keitany non ha potuto resistere nessuna, e alla fine le avversarie hanno riconosciuto la netta superiorità della plurivincitrice.
E' andata in archivio un'edizione davvero molto bella, intensa, entusiasmante ed appassionante, sia per l'aspetto agonistico, sia per le emozioni che ha fatto vivere per tutta la giornata.

Per me è sempre sorprendente vedere come dopo più di cinque ore dalla partenza, il pubblico sia assiepato sui marciapiedi ad incitare i tanti corridori che stanno facendo il loro massimo sforzo per il sognato traguardo.
In questi eventi si sprigiona una carica di energie che è contagiosa, sia che si assista alla corsa dal vivo, sia che la si viva davanti al televisore.
In tanti mi hanno già detto che vogliono esserci anche loro il prossimo anno, e tanti che vogliono riprovare questa stimolante esperienza.



Orlando Pizzolato