Il giovane Holden
“Così andò a finire che mi incamminai verso il parco. Mi venne l’idea di andare a quel laghetto per vedere che diavolo facessero le anitre, se c’erano o no... ho passato a New York tutta la mia vita e conosco Central Park come le mie tasche, e da bambino ero sempre là a pattinare e scorazzare in bicicletta, ma quella notte sudai sette camicie a trovare quel lago.
Sapevo benissimo dov’era, era proprio a due passi da Central Park South e via discorrendo, ma non riuscivo a trovarlo. Dovevo essere più ciucco di quanto credessi. Poi alla fine lo trovai. Allora andò a finire che mi avvicinai al lago e feci a rimbalzello con le monete da un quarto e il nichel..."
Il giovane Holden
J.D. Salinger
Edizioni Einaudi
Un romanzo di formazione
Il giovane Holden scritto nel 1951 da Jerome David Salinger (1919-2010), è forse uno dei più celebri romanzi di formazione al mondo, in cui vengono descritti i giorni di fuga di un adolescente newyorkese. Holden Caufield, appena ricevuta la notizia dell'espulsione dalla propria scuola, decide infatti di fuggire dall'edificio scolastico per vivere qualche giorno di avventura nella Grande Mela. Le esperienze che vive a New York segnano proprio il passaggio dall'infanzia all'età adulta, sottolineando il conflitto adolescenziale tra il desiderio di restare un bambino circondato da sicurezze e quello di diventare adulto, autonomo e indipendente. Il titolo originale del romanzo (The catcher in the rye) è tratto da una poesia di Robert Burns e significa letteralmente "colui che afferra nella" segale", un'espressione che proviene dalla deformazione di un verso di una canzone popolare, intonata dal giovane Holden in un passaggio del libro: "Se scendi tra i campi di segale e ti prende al volo qualcuno". Salinger ha voluto infatti incentrare il significato del romanzo sul desiderio di fiducia e senso di protezione: catcher è colui che afferra e nel baseball indica un ruolo ben preciso, mentre rye non solo significa segale in inglese, ma anche whisky di segale (rye whisky), un distillato che, secondo le leggi degli Stati Uniti deve essere prodotto impiegando almeno il 51% di questo cereale. Dopo varie ipotesi di traduzione, nella versione italiana si è scelto di lasciare semplicemente "Il giovane Holden".
L'avventura a New York
Le vicende narrate si svolgono nelle settimane precedenti il Natale del 1947 e si sviluppano nell’arco di un fine settimana. Il racconto ha inizio in una cittadina della Pennsylvania, Agerstown, dove ha sede la scuola alla quale Holden è stato iscritto dai suoi genitori, la Pencey. Tuttavia la situazione scolastica del protagonista è disastrosa, anche se lui non sembra essere particolarmente preoccupato. La narrazione si trasferisce successivamente a New York, nell'area metropolitana di Manhattan compresa tra la parte sud di Central Park e il Greenwich Village. Tramite la decrizione dei luoghi, tuttora esistenti, ci viene illustrata la società americana del dopoguerra, una società che ha voglia di tornare alla normalità e che desidera divertirsi e svagarsi. Arrivato in città, Holden trova alloggio presso il Sutton Hotel (330 East 56th Street) e dopo un po' esce dalla sua stanza per raggiungere un locale dove conosce tre ragazze, con le quali si intrattiene per chiacchiere e balli. Poi torna all'hotel..."Tornai fino all'albergo a piedi. Quarantuno magnifici isolati. Non è che avessi voglia di camminare. È piuttosto che non avevo nessuna voglia di ricominciare tutti quei saliscendi dai taxi...". Il mattino seguente Holden lascia le proprie valigie negli armadietti di sicurezza della Penn Station (32th Street), poi telefona a Sally, una vecchia conoscenza e si accordano per incontrarsi nel pomeriggio. Insieme vanno a vedere uno spettacolo al Radio City Music Hall: "ci fu quel numero di Natale che a Radio City fanno tutti gli anni. Frotte di angeli che vengono fuori dai palchi e da tutte le parti. Finito il numero di Natale, cominciò il film...". In questo passaggio Holden fa riferimento al Radio City Christmas Spectacular, il tradizionale spettacolo natalizio newyorkese in scena dal 1933. "Finito il film ci incamminammo verso il Wicker Bar che sta in quella specie di albergo chic, il Seton". Il Seton Hotel a cui si riferisce, si trova sulla quarantesima ed oggi è un hotel economico, mentre il Wicker Bar non esiste più. I due amici decidono successivamente di pattinare al Rockfeller Center e poi bere qualcosa all'Oyster Bar, situato vicino alla Grand Central Station, oggi un locale rinomato in cui si possono gustare ottime ricette a base di pesce freschissimo.
Uno dei leitmotiv del romanzo è anche l'interesse di Holden nei confronti delle anatre di Central Park:
"-Ehi, Horwitz, ci passa mai vicino allo stagno di Central Park? Giù vicino a Central Park South?
-Sì e allora?
-Bé, sa le anitre che ci nuotano dentro? In primavera eccetera eccetera? Che per caso sa dove vanno d'inverno? Se le vanno a prendere con un camion o vattelapesca e le portano via?
-Non ho tempo per i biricchini amico! Ma quanti accidenti di anni ha lei? Perché non sta a casa a dormire?
-Non ho sonno".
Questa conversazione rappresenta bene il desiderio di Holden di avere delle risposte dal mondo adulto e di una figura paterna che curi le sue ansie. Un altro incontro narrato nel romanzo, avviene tra Holden e la sorelllina Phoebe: i due si ritrovano davanti al Metropolitan Museum of Art, all'interno di Central Park. Insieme trascorrono un divertente pomeriggio al Central Park Zoo e poi a lanciare sassi in uno dei laghi di Central Park. Al termine della giornata Holden decide di ritornare a casa dalla propria famiglia, nonostante provi un pò di nostalgia per tutti gli incontri fatti a New York, una città che in cui si è sentito prima smarrito e poi rinato...
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