3a EDIZIONE CHOTT MARATHON XTREME
di Gabriella Dalle Rive
pettorale n.13
Siamo a Nefta, nel cuore della Tunisia, dove regna il sole verticale.
Mi resi conto solo allora di passeggiare nell’Eden, immersa nel verde lussureggiante di un palmeto.
Le cicale frinivano all’impazzata nella calura del pomeriggio mentre runners silenziosi bramavano l’ombra e sorseggiavano the alla menta, molto zuccherato e caldo.
Parlavamo a tratti, sottovoce, di maratone in luoghi magici e di tempi personali.
Noi tutti, nell’intimo però, pensavamo alla grande fatica dell’indomani, domenica 15 ottobre.
42 km. sul sale,fessurato a tratti da fango gelatinoso, corsa extreme per eccellenza.
Ho chiesto il pettorale n. 13 e mi hanno accontenata.
Ci studiavamo a distanza.
Non si trattava questa volta solo di correre, davanti agli occhi l’immensità del Chott, dovevamo rabbonirci il grande lago salato con i suoi secchi cinquemila kilometri quadrati!
La fatica severa e lo sforzo arduo che ci hanno accompagnato con la gioia nel cuore per infinite ore di allenamenti ora esigevano una risposta adeguata.
E a Nefta incontrai solo persone speciali.
Domenica mattina ore 7.oo, è ancora buio al via, si parte, tutti insieme in un volo leggero verso quell’orizzonte bianco attraverso quel pertugio di palmeto,scuro come la fuliggine.
Siamo capitanati dalla bella Sharon, viene dalla citta degli angeli, L.A.,
sorridente Californian-Butterfly
Era un piacevole canto all’unisono il nostro passo,
accordati nella stessa nota, insieme, tutti, fino al settimo kilometro e quì, davanti a noi con un cenno di sole si spalancò il sipario!
Ah, che lusso sfrenato!
Magico Chott. Si attacca!
Si corre, come gazzelle, a spron battuto, a rotta di collo, si corre come il vento, come una lepre si corre come si corre incontro ad una donna, come le onde corrono alla riva, come il sangue nelle vene.
Si deve correre alla conclusione usando stavolta davvero la testa.
Ah, che lusso sfrenato!
Che bello sfrisare, graffiare quel terreno e guizzare nel sale! Chott, meraviglioso Chott!
Quel pennacchio che segnava i primi trenta kilometri imperava sull’orizzonte come una lancia di fuoco che penetrava con forza il cielo pervinca.
Volevo raggiungere quelle forme stranite e infedeli davanti a me, ora molli e snodate, a volte stizzose, quasi dei lunghi fili trasparenti in fila , due , tre, quattro…
Runners, per favore aspettatemi!- che caldo- le gambe- le ginocchia- che sete!
Ma quelle vele leggere e anarchiche nuotavano nel mare, dentro quel mare di schiuma bianca.
Corro, corro ancora … ma…spariscono.
My God,dove sono? Il mio satellitare segna trentadue kilometri, ancora dieci.
My God, aiutami!Tu non sei partigiano in questa terra di Allah!
Siamo nel cuore dell’Islam dove il Sufismo ti porta alla perfezione e noi stiamo correndo nell’essenza e magnitudine della natura.Alleluja!
Un quad mi viene incontro, mi rinfranca con dell’acqua,un viso amico, un sorriso buono.
Mancano solo tre kilometri.
I MADE IT !
gabydaller@libero.it
Tutte le foto del Chott
Il Programma di viaggio