L'arrivo degli inglesi
Chiamata in origine “Trimountain” per la presenza di tre colli, Boston ottenne il nome definitivo dall’omonima città inglese, per volere del futuro governatore della colonia John Winthrop, che con un gruppo di 800 puritani inglesi, in fuga dalle persecuzioni della madrepatria, sbarcò sul Charles River nel 1624. Sei anni più tardi, Boston divenne colonia con il nome di Massachussets Bay, la più importante tra le 13 colonie inglesi e si mise a capo della Resistenza contro l’oppressione britannica. Da subito la città divenne un importante centro culturale ed intellettuale, grazie anche alla fondazione nel 1635 della Boston Latin School, ancora oggi un liceo privato d’élite e dell’Harvard College, l’attuale Harvard University.
Lotte per l’Indipendenza
Grazie sua strategica posizione geografica, la città da subito attrasse le attenzioni di Londra e quando Giorgio III decise di tassare ulteriormente le colonie senza concedere loro il diritto di rappresentanza, la resistenza bostoniana non si fece attendere. Il Boston Tea Party, passato alla storia come il primo atto di ribellione, venne organizzato nel 1773 da un gruppo di appartenenti ai “Figli della Libertà” travestiti da pellerossa. Nell porto di Boston essi assaltarono tre navi della Compagnia Inglese delle Indie Orientali, gettando in mare le casse di tè che erano a bordo.
La rinascita intellettuale della città
Dopo la Guerra di Indipendenza, l’economia di Boston si riprese facilmente grazie allo sviluppo di nuovi rapporti mercantili e alla presenza di numerose industrie manifatturiere del settore tessile e calzaturiero. In particolare dopo la proclamazione ufficiale dello status di città nel 1822, le famiglie più in vista di Boston cominciarono a promuovere con grande entusiasmo l'arte e la cultura e pur mantenendosi tradizionalisti, credevano fermamente negli ideali americani di libertà, sostenendo con grande determinazione l'abolizione della schiavitù.
La storia moderna
Dopo la crisi economica che investì la città agli inizi del ‘900, vi fu una grande diversificazione culturale che ne cambiò il profilo etnico e economico, grazie anche all’arrivo di numerosi immigrati provenienti dall’Italia, dal Portogallo e dall’Irlanda. Successivamente, dopo il primo conflitto mondiale, per iniziativa di una collaborazione tra politici, alta finanza e industria, ebbe inizio una grande opera di rinnovamento urbano che trasformò radicalmente la città. Questo periodo di grande trasformazione cominciò in modo particolare quando uno dei più illustri bostoniani, John F. Kennedy, divenne presidente degli Stati Uniti. Per quanto legata al proprio passato e alle proprie tradizioni, Boston è da sempre una città all’avanguardia e lo dimostra anche il completamento del “Big Dig”, un ambizioso progetto nell'ambito dei lavori pubblici che ha trasferito sottoterra la trafficata Central Expressway.
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