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| Terramia Club, più di 30.000 foto scattate in tutto il Mondo... | ||
| HO CORSO LA MARATONA DI PECHINO! di Silvana Lattanzio Andare in Cina a correre la maratona di Pechino è stata per me una
cosa speciale, unica, un'esperienza che non dimenticherò. Eppure
è un viaggio easy, alla portata di molti, bene organizzato, facile da
girare, una Cina "da bere", da respirare. E dunque, torniamo al viaggio. Mercoledì 16 ottobre si parte da Malpensa con volo di linea Air China e si arriva a Pechino il giorno dopo. Sono poco più di 10 ore di volo, e il fuso orario ci porta in avanti di 6. La sera a cena tutti insieme e cominciamo a prendere confidenza con il loro modo di mangiare: in Cina questo momento è un' occasione sociale, per questo tutti i commensali attingono il cibo da diversi grandi piatti di portata comuni che ruotano su un'unica base girevole. E' divertente e, a volte per noi, un po' sconclusionato. La mattina successiva, venerdì 18 ottobre, dopo un'abbondante
colazione, come da cliché del maratoneta, si va nella mitica Piazza Tienanmen,
enorme, da non credere. A un lato troneggia il ritratto di Mao Tse Tung tra
bandiere rosse sventolanti (e di vento ce n'è, eccome, fa un freddo!). Il pomeriggio si prosegue con la visita al Palazzo d'Estate, così chiamato perché era la residenza estiva degli imperatori. E' circondato da un magnifico parco, è pieno di verde e ci sono, come sempre, le immancabili bancarelle da souvenir. Ritorno in albergo in pullman. Anche per oggi non si corre. Sabato mattina, sveglia sempre di buon'ora, si parte per la visita ai mausolei degli imperatori Ming, si attraversa la Via Sacra, con gli animali in pietra sui due lati, ed è tanto caratteristica che ci scateniamo con le foto (chi sull'elefante, chi sul cammello ecc.). La giornata prosegue con la visita della Grande Muraglia, unica opera umana che si vede dalla luna (ma questa forse è solo una leggenda metropolitana): un'opera titanica, 6.000 km. di gradini costruiti 2.000 anni fa per determinare e "proteggere" i confini dall'invasione dei mongoli. Per noi maratoneti, e soprattutto per le nostre gambe, questa escursione, su e giù per i gradini curiosi e allenati come siamo, è quasi fatale o comunque, se non è proprio così, possiamo usarla come scusa per l'eventuale debacle del giorno dopo, giorno di maratona! Domenica 20 ottobre ore 6 sveglia (ma perché non fanno mai delle
partenze pomeridiane?). Corro 42 km.,195 m. senza crisi, forse è l'entusiasmo di essere qui che mi spinge, e taglio il traguardo in 3 h. 44'. Torniamo in albergo per un breve riposo, un massaggio al centro fitness, e la sera a cena ad assaggiare la famosa anatra pechinese, o anatra laccata (squisita). Lunedì 21 ottobre il tour continua con la visita alla Città Vecchia, in un asilo di bimbi, in una casa privata e con un giro in risciò. Dopo il pranzo in un ristorante con danze e canti popolari, visita al Tempio del Cielo con i suoi caratteristici tetti circolari di un magnifico colore blu. Dopo cena visita all'Opera di Pechino che non incontra, propriamente, i nostri gusti occidentali ma che comunque incuriosisce proprio per le diversità dai nostri spettacoli (e, comunque, tutto fa cultura). Ed eccoci giunti, purtroppo, all'ultimo giorno: visita al Tempio dei Lama, dove fumi di incenso e monaci vestiti di rosso ci accolgono. La nostra simpaticissima guida cinese Whu (non so se si scrive così) c spiega un po' delle religioni lamaista, buddista, taoista e io ascolto con avidità tutto quello che dice, e sempre più mi accorgo di quante cose non so. Viaggiare per me è bellissimo proprio perché si imparano tante cose. Pomeriggio al mercato della seta: tutti siamo colti da sindrome da acquisto compulsivo. Ognuno vuole testimoniare la propria esperienza, il proprio viaggio con oggetti di ogni genere e compriamo di tutto, contrattando fino all'ultimo yuan. Ritorno in albergo con il pullman, è proprio l'ultima sera. Un po' triste guardo fuori dal finestrino lo sciamare delle biciclette, scambio con i nuovi amici i nostri indirizzi promettendoci futuri allenamenti insieme. Porto a casa questa interessante esperienza non solo da un punto di vista sportivo ma anche e soprattutto turistico, in attesa del prossimo viaggio. |