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"Berlino è la più nuova città in cui io sia stato..." (Mark Twain)
   
NEW YORK CITY PERCHE' - di Antonio Baldisserotto



New York, il ponte di Queensboro in un'immagine di C'era una volta in America, il capolavoro di Sergio Leone


Mi sono chiesto molte volte perchè la Maratona di New York è la più ambita dagli italiani. Non dico la più frequentata dagli italiani, perchè ovviamente Roma o Venezia o Firenze hanno una maggior numero di iscritti dall'italia. Ma tra tutte le maratone del mondo, New York è al quarto posto per partecipazione italiana come se Central Park si trovasse da qualche parte, diciamo, dell'Umbria. Se poi moltiplichiamo il numero di parteicpanti italiani per il numero delle volte che hanno corso a New York, allora certamente la Grande Mela scalerebbe almeno una posizione in questa classifica virtuale: infatti ci sono maratoneti italiani che New York l'hanno corsa piu' di dieci volte, e molte migliaia di italiani l'hanno corsa almeno due volte. Questo secondo le statistiche di Terramia da 20 anni a questa parte.

E allora io mi chiedo, New York, perchè? Me lo chiedo per molte buone ragioni, inclusa quella che la Maratona di New York è diventato l'oggetto principale del mio lavoro, che è un lavoro che mi sono inventato 25 anni fa e che tutt'ora faccio con entusiasmo febbrile, quasi infantile. Ma oltre a me se lo chiedono molti altri, sia addetti ai lavori, che opinionisti e sociologi.

Proverò quindi a rispondere a me stesso e a tutti gli altri che si sono posti la stessa domanda, inclusi coloro che hanno subito il fascino lontano di New York, e in questo momento stanno seguendo una tabella di allenamento per essere pronti il prossimo 5 Novembre alle 10 del mattino sul Verazano bridge.

La ragione è forse nella eccellente organizzazione.
Certamente l'organizzazione è perfetta. Ma Berlino Londra e Stoccolma sono organizzate altrettanto bene eppure il numero degli italiani che ci vanno è 10 volte più piccolo del numero di quelli vanno a New York.

Perchè la città è bella.
E sicuramente lo è. Ma forse Londra e Barcellona o Parigi sono meno belle di New York?

O forse perchè New York è facile da raggiungere?
Non direi proprio, otto ore di volo sull'Atlantico non la mettono certo fra le destinazioni più facili, nè fra le più economiche.

Proverò io a dirvi il perchè. Una spiegazione che non pretende di essere definitiva, ma un punto di partenza che chi ha corso la Maratona di New York può corroborare con le sue sensazioni. Perchè New York non è solo una città, è un luogo dell'immaginario, è un luogo che tutti conosciamo (o crediamo di conoscere) già prima di visitarlo per la prima volta. New York è un mito che ci appartiene come ci appartiene il concetto di allegria o l'idea di correre. Per qualcuno New York può anche essere un mito negativo, ma sempre mito è.

New York è il set perfetto per un film, anzi per ogni film di ogni genere.
Drammatico, come il Maratoneta, comico, come Mamma ho perso l'aereo, poliziesco come L'uomo dalla cravatta di cuoio, con un giovane Clint Eastwood cow boy dell'Arizona alla caccia di un criminale nel traffico di New York City. E mille altri film, girati da registi che hanno scelto New York perchè è una città perfetta per dare drammaticità, spessore, colore ad ogni storia.

E allora per la nostra piccola grande storia, la nostra maratona, quarantadue chilometri e centonqunarantacinque metri che iniziamo con entusiasmo, con allegria, percorriamo con tenacia, finiamo con stupore grande fra gli applausi di Central Park, per quel grande film che sarà il nostro ricordo, per tutto questo New York è perfetta, è unica.
Non c'è altra città al mondo che ci darà tanta soddisfazione, emozione, gioia.

Va bene, diranno i lettori di questo sito, maratoneti e viaggiatori, e PERCHE'?
Perchè da sempre l'uomo si sposta verso ovest, verso l'orizzonte ignoto dietro il quale tramonta il sole, perchè la storia dell'uomo è sempre stata fatta di viaggi, esplorazioni, conquiste. E questo è quello che anche noi andiamo a fare all'ovest, oltre l'oceano. Conquistare la nostra Maratona, dire a tutti, dire a a noi per poi ricordarcelo sempre, io ho fatto la mia corsa di 50.o00 passi sul set più grande che l'uomo abbia mai realizzato.

Antonio Baldisserotto

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