Maratona di Londra
Il programma per la Maratona di Londra 2008
I pettorali sono al momento esauriti
Il Programma per la Maratona di Londra 2008

Flora London Marathon 2008


 
DOSSIER

















 


Reportage

FLORA LONDON MARATHON
Domenica 22 Aprile 2007
Articoli di Orlando Pizzolato
Foto di Antonio Baldisserotto  


Venerdì 20 e Sabato 21 Aprile

Viaggiare è come sempre, per tanti fattori ben noti a tutti e che non sto ad elencare, una piacevole esperienza e se ciò è in combinazione ad un avvenimento sportivo che è quello della propria passione sportiva, il piacere è ancora maggiore.

Questo viaggio è iniziato dall’aeroporto Marco Polo di Venezia, dove mi sono incontrato con una ventina di podisti, non so se adeguatamente allenati (ma penso di si) ma certamente molto motivati.

La destinazione è Londra, e durante il tranquillo e piacevole volo non sono mancate le occasioni per parlare di corsa ed in modo particolare della maratona di domenica. Mancano ancora 48 ore a questo appuntamento, ma la tensione inevitabilmente si fa già sentire. L’emozione di correre in una delle più grandi maratone al mondo è sempre particolare, vuoi per il fascino della città che la ospita, vuoi perché è una corsa con quasi quarantamila partecipanti, vuoi anche perché c’è un cast di partenti di massimo livello, tra i quali Stefano Baldini. 

Insomma, tanti sono i motivi per vivere con entusiasmo questa trasferta, e durante il volo non sono certo mancate le occasioni per essere al centro dell’attenzione dei maratoneti in viaggio con me. Dalle tante domande che mi sono state fatte è facile percepire che per tutti, correre a Londra è un’esperienza vissuta con grande trasporto ed intensità.

Molti di loro hanno dedicato settimane ad impegnativi allenamenti e domenica sarà l’occasione di concretizzare i sacrifici sostenuti durante la preparazione. Il percorso, la tattica di gara, l’alimentazione, le condizioni climatiche sono stati alcuni tra i vari argomenti discussi durante il volo, ma la trasferta a Londra non è solo l’occasione di viaggiare per correre la maratona. Gran parte dei corridori sono accompagnati dai famigliari i quali potranno approfittare di questo lungo week end per visitare una delle città più affascinanti.

Anch’io ho voglia di mettermi a girare per la città, non prima di essere passato per l’Expo. No, non ritirerò il pettorale, ma sarà l’occasione per incontrare tanti altri maratoneti italiani con i quali ho programmato, per domani mattina, un’ultima leggera seduta. L’appuntamento è fissato davanti a Buckingham Palace, dapprima per la foto con tutto il gruppo Terramia e successivamente per una ricognizione del tratto finale di gara.

Domenica 22 Aprile

Se dovessi consigliare ad un amico quale maratona correre non mancherei, ovviamente, di suggerirgli quella di New York, ma gli raccomanderei di mettere nell’agenda anche l’appuntamento con la maratona di Londra.

Le mie raccomandazioni nascono dal fatto che queste due manifestazioni riservano a chi vi partecipa, una serie particolare di emozioni: sono da considerare come grandi eventi sportivi popolari che fondano il loro successo sulle emozioni che fanno vivere a quanti ne sono coinvolti. Anche altre sono ovviamente le maratone da raccomandare, come per esempio quelle di Parigi, Berlino, Boston, Praga, Vienna, eccetera. Quando si assiste e si partecipa ad un evento caratterizzato da una grande partecipazione, sia di atleti sia del pubblico, si avverte la sensazione di vivere un momento particolare, carico di emozioni ed entusiasmo. In tali trasferte si ritorna a casa più ricchi nello spirito per le emozioni che sono vissute e che sono concentrate in pochi giorni. La maratona è ovviamente l’evento clou della trasferta, ma non si possono escludere anche le altre opportunità del viaggio, che sono quelle offerte dalla città e, per un podista, anche gli allenamenti sostenuti nei parchi, che qui a Londra sono veri e propri giardini per come sono ben curati.

Il consuntivo di una giornata di maratona è sempre variegato e stratificato perchè si vivono le emozioni della gara dei campioni, ed anche quelle dell’amico che per mesi hai allenato per questa corsa.
E’ stato un grande spettacolo vedere la partenza di una massa di partecipanti seconda solo alla corsa della Grande Mela, e con i campioni che si danno battaglia nella maratona più ricca al mondo. Grazie ai consistenti ingaggi e ai premi in paio, i corridori più forti al mondo erano allineati in questa corsa, e lo spettacolo non è certo mancato.

Sia la gara maschile sia quella femminile hanno offerto spunti interessanti. Ottima è stata prestazione della cinese Zhou, che con un allungo autoritario verso il 35° chilometro, ha avuto facile ragione sulle dirette avversarie, ed ha anche dimostrato la sua attuale forza che le consente di essere la legittima pretendente al trono mondiale della distanza. La cinese aveva vinto la maratona di Seul in 2h18’, e dispone quindi di quel potenziale che le consente di avvicinarsi al regno, finora incontrastato, della regina delle maratone che risponde al nome di Paula Radcliffe, presente a Londra in veste di mamma. La cinese ha preceduto l’etiope Wami e la rumena Dita, autrice di una proficua rimonta.


Molto vibrante è stata la gara maschile, nella quale si può affermare che non mancava praticamente nessun maratona rispetto ad una competizione valevole per un titolo mondiale, o olimpico. Con tanti campioni in corsa è praticamente impossibile ricorrere ad una tattica che faccia quella netta selezione che consentirebbe ad un corridore di presentarsi tutto solo sul rettilineo finale. Numerosi sono stati i maratoneti che miglio dopo miglio perdevano contatto con la testa del gruppo, e tra questi c’è stato anche il maggior pretendente la vittoria, etiope Gebrselassie, ritiratosi al 31° chilometro per problemi respiratori ed anche Baldini, non in buona condizione di forma. Nonostante queste particolari perdite la competizione è proseguita con sempre forte carica agonistica tanto che erano ancora in sette a giocarsi la vittoria quando al traguardo mancava solo un chilometro. Il finale di gara è stato elettrizzante perché tutti avevano delle valide chance di vittoria, ma il più forte del momento è stato il keniano Lel. Le spinte dei suoi piedi e la falcata hanno fatto la differenza nel rettilineo finale: i suoi avversari, che non hanno di certo desistito al tentativo di contrastare la volata di Lel, hanno però dovuto rendere onore al merito di questo fortissimo corridore africano. Il secondo classificato, il marocchino Goumri, era da considerare un outsider, ma ha saputo cogliere il massimo del suo potenziale nella lotta tra tanti campioni. Terzo è stato il vincitore della passata edizione, il keniano Limo.

La maratona di Londra non è però solo corsa di campioni: mentre scrivo queste note sul traguardo transitano decine e decine di corridori. Anche grazie a loro la maratona di Londra è quel evento che è diventato oggi, e a caratterizzare una giornata di sport e di festa c’è inoltre la partecipazione di un pubblico festoso, chiassoso, molto coinvolto, e la cittadinanza che assiste alla maratona della loro città con grande comprensione, aspetto che nasce da quel senso civico di chi ha rispetto di tutta quella gente che invade le loro strade solo per … correre.

La classifica 2007

Programma di viaggio 2007