Terramia Club
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CORRERE PERCHE'

Corro 2/3 volte alla settimana,
con poche varianti faccio un percorso di una decina di chilometri che include il perimetro di un piccolo aeroporto per il volo a vela, nel punto più lontano dalle case vedo quasi sempre aironi e, a volte, anche una lepre fulva, molto diffidente e molto veloce.

Quando parto da casa
sono ancora assillato da mille pensieri, all’inizio la mia andatura è un po’ meccanica, quasi legnosa. Poi man mano che i passi si susseguono, i muscoli si rilassano, i pensieri si dipanano, la mia attenzione si sposta sul rumore dei miei passi, gli occhi cercano un punto all’infinito che diventa il traguardo.

“Rompo il fiato”,
il respiro dopo circa tre chilometri è meno affannoso, anzi regolare, come una locomotiva che ha preso il ritmo, corro nella pianura, e sto bene.

C’è sempre qualcuno
che mi domanda, Ma non è mica noioso correre? ma come fai a sopportare quella noia per un’ora, magari di più?
E io gli rispondo, Prima di tutto per me non è noioso, ma, se vuoi saperlo, c’è un momento duro, è quando, all’una e mezza, anzichè sedermi a tavola, mi cambio ed esco fuori a correre, però dopo un solo chilometro sento solo benessere. E poi, per non annoiarsi di una cosa ripetuta tante volte, il segreto è darsi una motivazione. Un obbiettivo può essere perdere qualche chilo (io ad esempio ne ho bisogno).

Ci sono medici illuminati che, seguendo soggetti cardiopatici, invitano i loro pazienti a correre con regolarità. Questi medici danno anche l’esempio, curano per primi se stessi con la corsa regolare e poi la “prescrivono” ai loro pazienti. Il medico che dà l’esempio esercita sempre un forte carisma attorno a se.

Il dr Arnaldo Coletti, diabetologo e dietologo all’ospedale di Gualdo Tadino ne è un esempio perfetto. Arnaldo corre ogni giorno un’oretta, insegna ai suoi pazienti a tenersi sotto controllo con il jogging e la corsa, addirittura organizza dal 1997, nelle colline umbre, una corsa non competitiva riservata ai pazienti e loro amici, Corri con il Cuore (quest’anno il 18/6).

Un’altro medico che ammiro è il Prof. Nazario Melchionda, responsabile del servizio malattie del metabolismo all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, che, anche se non più giovanissimo, dimostra con la sua partecipazione
alla 100Km del Sahara e alla Maratona di New York, che il metabolismo si gestisce anche con un’attenta
attività sportiva ed uno stile di vita regolare.

Visto che sto citando amici medici, allora lasciatemi spendere una parola per il giovane in copertina del nostro giornalino (Terramia Magazine): il Dr Luca Pisano, eccellente chirurgo vascolare, è mio genero e mi vanto con il mio esempio di averlo coinvolto nella corsa, fino a trascinarlo, apparentemente felice, a New York.

Perchè tutto questo discorso? Perchè la salute è davvero la cosa più importante e la maratona e le gare nel mondo possono essere la migliore motivazione per una regolare pratica sportiva. Conosco molte persone che in
primavera, con il ritorno della bella stagione, mettono in calendario una maratona per l’autunno o l’inverno
(Marathon d’Afrique, o New York o Honolulu o addirittura Polinesia).

Con le loro tabelle di allenamento, correranno più volte alla settimana, sentendo crescere la forma fisica e la propria autostima, fino poi a trovarsi sulle strade di una metropoli o lungo un fiume africano a dire a se stessi, C’è l’ho fatta, sono forte, sono soddisfatto di me stesso.
Ragionamento semplicistico? No, sentimento vero, che tutti noi proviamo quando dimostriamo che siamo in grado di affrontare le difficoltà perchè, prima di tutto, sappiamo vincere,
vincere noi stessi.

Antonio Baldisserotto

Presidente di Terramia Club