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I consigli di Orlando CORRERE CON IL CALDO Arriva l'estate metereologica e dobbiamo sapere come affrontarla Quando arriva l’estate, per tutti i podisti iniziano i problemi per organizzare gli allenamenti in funzione del clima: si cercano le ore meno calde, correndo al mattino presto o la sera dopo il tramonto, in modo da ridurre al minimo i disagi fisici. Il mattino presto si trova una temperatura inferiore rispetto alle altre ore della giornata, ma il tasso di umidità dell’aria raggiunge spesso i livelli massimi. Di sera l’aria è meno umida ma la temperatura è ancora alta e bisogna attendere che il sole sia completamente tramontato da circa un’ora prima di avvisare un primo apprezzabile abbassamento della temperatura.
Quanto più l’atleta è grosso e quanto più è in grado di correre velocemente, tanto maggiore è la quantità di calore che egli produce. Disperdere il calore prodotto in corsa dipende invece da altri due aspetti:
In definitiva, quanto finora esposto sembra andare a favore dei podisti con corporatura grossa e robusta, e contrasta invece con una verità ormai indiscutibile, e cioè che i maratoneti e i corridori specialisti delle lunghe distanze devono essere magri e di corporatura minuta. L’aspetto negativo per i podisti robusti riguarda infatti la loro maggiore massa corporea, che determina una più elevata produzione di calore. Se da un lato le persone dal fisico robusto producono più calore metabolico, dall’altro hanno il vantaggio di avere una maggiore superficie corporea e quindi di eliminarlo meglio. Eppure, il calore prodotto supera comunque quello eliminato. I podisti minuti, invece, dalla loro hanno che producono meno calore, ma hanno una minore esposizione corporea all’aria...
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