Terramia Club
Home Page
Terramia Club, più di 30.000 foto scattate in tutto il Mondo...






I consigli di Orlando

CORRERE
CON IL CALDO



Arriva l'estate metereologica e dobbiamo sapere come affrontarla



Quando arriva l’estate, per tutti i podisti iniziano i problemi per organizzare gli allenamenti in funzione del clima: si cercano le ore meno calde, correndo al mattino presto o la sera dopo il tramonto, in modo da ridurre al minimo i disagi fisici. Il mattino presto si trova una temperatura inferiore rispetto alle altre ore della giornata, ma il tasso di umidità dell’aria raggiunge spesso i livelli massimi. Di sera l’aria è meno umida ma la temperatura è ancora alta e bisogna attendere che il sole sia completamente tramontato da circa un’ora prima di avvisare un primo apprezzabile abbassamento della temperatura.

Non tutte le persone percepiscono allo stesso modo le sensazioni

del calore; oltre agli aspetti soggettivi, ad influenzare la percezione della temperatura devono venire considerati anche i fattori fisici. Come evidenziato su numerosi testi di fisiologia, le persone di corporatura magra e minuta accumulano meno calore rispetto a quelle con una taglia più grossa e che hanno peso in eccesso.

Essere magri e di corporatura minuta è quindi un vantaggio

anche dal punto di vista della termoregolazione, oltre che per altri vari aspetti. Le modifiche della temperatura corporea sotto sforzo dipendono dalla quantità di calore prodotto dall’organismo e dalla capacità di eliminarlo. Il calore prodotto durante la corsa è essenzialmente influenzato da due fattori:

  1. 1)     dalla massa corporea dell’atleta
    2)     dalla velocità di corsa

Quanto più l’atleta è grosso e quanto più è in grado di correre velocemente, tanto maggiore è la quantità di calore che egli produce. Disperdere il calore prodotto in corsa dipende invece da altri due aspetti:

  1. 1)     dalla superficie corporea dell’atleta
    2)     dalla velocità con cui l’aria scorre sulla pelle

In definitiva, quanto finora esposto sembra andare a favore dei podisti con corporatura grossa e robusta, e contrasta invece con una verità ormai indiscutibile, e cioè che i maratoneti e i corridori specialisti delle lunghe distanze devono essere magri e di corporatura minuta. L’aspetto negativo per i podisti robusti riguarda infatti la loro maggiore massa corporea, che determina una più elevata produzione di calore. Se da un lato le persone dal fisico robusto producono più calore metabolico, dall’altro hanno il vantaggio di avere una maggiore superficie corporea e quindi di eliminarlo meglio. Eppure, il calore prodotto supera comunque quello eliminato. I podisti minuti, invece, dalla loro hanno che producono meno calore, ma hanno una minore esposizione corporea all’aria...

Orlando Pizzolato