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Il programma di Viaggio 2006

100 Miles of Namib Desert  
1/8 Luglio 2006


di Adriano Zito


I luoghi unici del Namib Desert, il deserto più antico del mondo, con le dune di sabbia più alte del mondo (fino a sfiorare i 300 metri di altezza!) sono stati gli scenari della terza edizione di questa gara unica, 150 km suddivisi in 5 tappe.

La formula prevedeva la sistemazione logistica del gruppo per tutto il periodo presso l'efficiente e suggestivo Sossusvlei Lodge e lo svolgimento giornaliero delle 5 prove di corsa, prove scelte ed ambientate presso aree molto differenti tra loro in modo da rendere il programma veramente vario e completo.


Il gruppo in gara era formato da 25 atleti, 6 donne e 19 uomini, con rappresentanze di diversi paesi, 3 americani, 2 tedeschi, 2 austriaci, oltre a 2 amici namibiani e 4 sudafricani, i restanti italiani, facce nuove e vecchie conoscenze, che hanno saputo creare, nonostante l'impegno faticoso, un clima rilassato, amichevole e allegro.

La prima giornata prevedeva una tappa di 38 km con partenza ed arrivo dal Lodge stesso, ambientata a ridosso dei grandi massicci graniti con un primo momento di contatto con gli immensi spazi degli altopiani africani. Il toscano Giuseppe Conserva si è imposto davanti ad un gruppetto di inseguitori formato da Carlo De Giuli, Nicola Del Grande e Luca Turina. Nella categoria femminile ha dominato l'americana Sharon Kovar davanti alle due italiane Francesca Carrara e Veronica Cassanelli.

La seconda giornata ha avuto un doppio impegno, 20 km al mattino con l'esperienza unica di attraversare di corsa il canyon Sestriem e, nel tardo pomeriggio, altri 15 km corsi con i colori e l'ambientazione dei tramonti africani.

E' stato sempre Giuseppe Conserva ad imporre la propria andatura precedendo il gruppetto di inseguitori formato da Del Grande, De Giuli e Turina mentre si sono messi in luce anche Cesare Teppati e Marco Brancato, da segnalare anche l' ammirevole determinazione con cui Antonio Gassa ha affrontato l' impegno: Antonio infatti è sordomuto dalla nascita, ma non è nuovo a questo genere di gare e la sua presenza è sempre una grande lezione di vita per tutti i presenti. Nella femminile ha dominato ancora l'americana Kovar e si è comportata molto bene sia la Carrara, la Cassanelli ed Elena Pedrini.

La prova del tramonto di 15 km non ha modificato la classifica, ma è stata per tutti molto emozionante, con gli arancioni, i rossi e le luci che cambiavano ogni momento.

La terza giornata ha vissuto il momento più atteso della gara, la maratona, che si è svolta in un'area chiusa al turismo tradizionale, un'area di studio completamente incontaminata e senza nessuna traccia della presenza dell'uomo.

Nonostante il vantaggio accumulato Conserva non ha cambiato tattica e ha continuato ad attaccare, ma come tradizione la maratona lascia sempre il segno, infatti sono crollati per problemi vari sia Luca Turina che l'americana Sharon Kovar, mentre è stato protagonista di una gara eccezionale l'austiaco Cristoph Haidlen, giunto secondo, e Franco Adagio giunto quinto, hanno invece tenuto bene De Giuli e Del Grande.

La femminile è stata dominata da Francesca Carrara a che si è piazzata addirittura al 6° posto assoluto, 8° la Cassanelli e 10° la Pedrini.

L'ultimo giorno si è svolto nello scenario delle grandi dune del Sossusvlei, che tradotto letteralmente significa “ il lago che non c'è”, infatti si tratta di un piccolo lago prosciugato, ma che quest'anno eccezionalmente le intense piogge invernali hanno riempito di un basso strato di acqua, che ha aumentato il fascino e la suggestione del paesaggio. I nostri protagonisti hanno corso in uno scenario grandioso ed emozionante, ingentilito dallo scintillare della superficie del lago, incastonato tra le imponenti dune color ocra.

Tutto questo non ha distratto Conserva che nonostante la fatica accumulata dai kilometri già percorsi e le difficoltà dell'ultima giornata ha continuato a spingere e a dominare. La prova è partita ai piedi della celebre “ Duna 45”, la duna più lunga del mondo, e dopo 15 km corsi fiancheggiando dune enormi è venuto il momento di scalare queste vette di sabbia. Un controllo di passaggio era posizionato in vetta alla Krazy Dune, la duna più alta del mondo con i suoi quasi 300 metri di altezza, poi la discesa nel Dead Vlai, luogo incantato dove anche gli alberi secchi di 700 anni sono monumenti nazionale.

Del Grande e De Giuli sempre in seconda e terza posizione, mentre a sorpresa è giunta quarta assoluta Francesca Carrara che ha conquistato così anche la vetta nella classifica femminile precedendo la Cassanelli autrice di una brillantissima prova e l'americana Kovar ripresasi dal crollo subito in maratona e classificatasi terza nella generale.

La cena di congedo e di premiazione finale si è svolta all'aperto nell'immenso deserto del Namib.

Oltre le premiazioni sportive è stato assegnato uno speciale riconoscimento al Dott. Petter Johannesen , Console Onorario della Namibia in Italia, che già dalle ricognizioni della prima edizione della gara è stato sempre presente sull'iniziativa aiutandomi ad ottenere le autorizzazioni necessarie per accedere nelle aree di gara, oltre a risolvere i mille problemi che si sono presentati nella realizzazione di questo ambizioso programma.

Prima di ripartire per l'Italia, facciamo una sosta nella capitale, Windhoek, piacevole cittadina di aspetto tedesco situata a 1660 metri di altitudine. Il clima fresco unito all''umidità dà origine a lussureggianti giardini e fiori spettacolari. Windhoek ha solo 221.000 abitanti, ma nelle strade, che sono pulite e ordinate, e alcune solo pedonali, incontriamo genti di tutte le etnie.

Mentre il nostro volo decolla, mi ritrovo già a fare progetti per la prossima edizione, la quarta. Forse è un modo per non andarmene del tutto da questo paese che ormai amo, un modo per vincere questa nostalgia che qualcuno chiama mal d'Africa.



Reportage Fotografico:


1a Tappa
2a Tappa
3a Tappa
4a Tappa
5a Tappa
Premiazioni e Luoghi di gara


Reportage completo e classifiche sul sito
www.100milesofnamibdesert.com