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FLORA LONDON MARATHON 2006










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Foto Album Terramia 2006

FLORA LONDON MARATHON
23 Aprile 2006

di Fulvio MASSINI

Mancano 90 minuti   alla partenza della maratona di Londra edizione 2006.
Siamo a Greenwich. Da qui alle  ore 9.45 precise il fiume colorato di maratoneti si dirigerà verso il centro di Londra. Nessun dubbio sull’esattezza dell’orario, l'orologio di Greenweech detta l'ora al mondo, almeno così ci hanno insegnato a scuola. Il tempo sembra voler mantenere le promesse di pioggia delle azzecatissime previsioni della BBC. Poi tutto si risolve in una pioggerellina intermittente, neanche troppo fastidiosa. Temperatura alla partenza 12 gradi, vento pressochè nullo.
 
I  “nostri” partiranno tutti dalla zona rossa, la zona riservata ai corridori internazionali.
Giriamo per i grandi prati verdi dell’osservatorio di Greenwich. I nostri sono impegnati negli ultimi  preparativi. La pomatina, la vasellina, un’aggiustatina alle scarpe, un capatina in bagno.   La partenza avverrà divisa per gruppi nelle zone: verde, blu, rosso. Il morale dei “nostri” è alto, anzi altissimo. La temperatura è intorno agli 8 gradi, una leggera pioggerellina, rende l’aria fresca senza dare eccessivo  fastidio. Tutti sanno benissimo che stanno per  apprestarsi  a vivere una stupenda giornata di sport. Gli altri, in tutto sono circa 35.000, dalle zone   verde e blu. Salutiamo gli amici  che sono  tutti all’interno delle griglie di partenza della zona rossa e ci dirigiamo verso l’aria di partenza della zona blu.

Con Anna, Silvia e Nicola, ci muoviamo di fretta. Vogliamo vedere la partenza del piu’ grande dei nostri connazionali: Stefano Baldini. Arriviamo in zona partenza,  Stefano  sta ultimando il riscaldamento. Una stretta di mano a Luciano Gigliotti, il suo allenatore, che ci accoglie con questa battuta:  Stefano sta bene, è il piu’ rilassato.  Dentro di noi “lanciamo” verso tutti un: “ in bocca al lupo ragazzi”. Dentro di me un po’ di nostalgia, perché nel 2002 ero anch’io lì nella zona di partenza rossa pronto a prendere il via. Finalmente la partenza. La musica, le grida, le urla, gli indumenti che volano.

Che emozione. Ma quanti sono, non finiscono mai!
Ci vogliono oltre 20’ per vederli passare tutti.  Sempre a passo spedito attraversiamo il grazioso centro di Greenwich. Vogliamo arrivare in fretta in zona arrivo. Qui li aspetta Antonio, appostato sul ponte dei fotografi,   sul ponte dei fotografi pronto a riprendere ogni momento. 

Anche con la metropolitana, non è facile coprire il percorso da Greenwich a Buckingham Palace alla velocità dei maratoneti. Arriviamo trafelati, andiamo incontro al fiume di maratoneti, cerchiamo nella massa le canotte tricolori di Terramia e le pettorine tricolori. Riesco a individuare i nostri intorno al 40° km. Ai lati della strada, molta, moltissima gente che applaude calorosamente i podisti. Si’ è  davvero uno spettacolo molto bello. Il percorso della maratona  di Londra, si sa, è  fra i piu’ veloci del mondo. Incontro i nostri nuovamente dopo l’arrivo.

Sono tutti contenti, felici. Mostrano  con orgoglio la loro medaglia, vogliono essere fotografati. Lo faccio con piacere.  Decido di rimanere in zona arrivo piu’ tempo possibile. Resisto fino alle 7 ore e 30. Vedo passare dal traguardo un miriade di podisti che in travestimenti  piu’ strani: Elvis, l’ippotamo, il clawn, l’orso, il  cammello, ecc…. C’è chi arriva con le stampelle, chi con i ginocchi fasciati,  chi  fa lo sprint finale, chi supera la linea del traguardo camminando.  Tutti vogliono il loro “momento di gloria”

Arriva anche l’amico Giorgio Daneo del G.S. Costole d’ Asti. E'un trapiantato di reni. Ha passato anni molto bruttti, ma oggi festeggia la sua decima maratona conclusa dopo il giorno dell’operazione avvenuta nel novembre del 1995. E’ raggiante di felicità, ha concluso la gara  in 4:53’.

Stefano Baldini ha fatto una grande gara, 5° con 2.07.22. Ha ottenuto il primato personale e di conseguenza ha migliorato il record italiano sulla distanza. Ha vinto Felix Limo in 2:06’ 39” secondo Martin Lel in 2:06’ 41” Terzo Hebdrik Maahala in 2:06’55”. Tre uomini sotto 2:07’,  risultato tecnico: eccellente. Un particolare: gli organizzatori hanno fatto indossare un completino diverso per ognuno  dei top atleti. Riconoscerli è stato piu’ facile per tutti.  Le donne sono andate, come gli uomini, fortissimo. Ha vinto Deena kastor in 2:19’30” davanti a  Lumia Petrova 2:21’32” e  Susan Kepkemei in 2:21’ 48”. Grandissima gara.

L'oro per l'Italia arriva con Francesca Porcellato, che domina nella categoria donne weelchair e chiude con l'eccezionale 2.59.58.

Organizzazione di altissimo livello,
concorrenti disciplinati, sprint finale da cardioppalma, stile New York: una grande festa di sport per tutti, dal tapascione da 8 ore a Baldini, raggiante, orgoglioso del suo nuovo record.

Si torna in albergo, tutti hanno ancora la medagli al collo, qualcuno anche a cena. Chiacchiere e commenti. I giudizi sono positivi. Dopo la doccia tutto è sotto controllo.
Si comincia a fare nuovi progetti? Berlino? New York? Atene? Parliamone...
Fulvio Massini

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Foto Album Terramia 2006


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