Ing New York City Marathon 2008
La Maratona di Luciana
Nonna Papera a New York
“La vita non puoi allungarla… allargala !”
E’ riflettendo su questo pensiero che ho deciso che, per sentirmi ancora viva, avevo bisogno di una esperienza forte , di un progetto tutto mio.
Vivere l’evento della Maratona di New York è un sogno che ho sempre avuto e così , sentendo gli anni che passano, mi sono detta : adesso !
Ho prenotato il pettorale già in novembre e ho coltivato questo progetto da sola, di nascosto ( ne erano al corrente solo i miei figli ) , curandolo ogni giorno.
Certo, il lavoro di impiegata a tempo pieno, due figli adolescenti, marito, casa, … trovare il tempo per allenarsi non è stato facile e di conseguenza la preparazione è stata un po’ artigianale ma la voglia di riuscirci sempre forte.
Tenendo nascosto il viaggio fino agli ultimi giorni, sono partita sola soletta ma in compagnia di tanti amici Terramia ! Acci .. sono tutti grintosi e pieni di aspettative sul tempo da realizzare … mi sento Nonna Papera a New York!
30/10/2008
Tutto fila liscio : arrivo, sistemazione in albergo , tempo bello e quindi via per una passeggiata al NY Marathon Center per ritirare il pettorale. E già ti senti nella storia di questo evento. Voglio godermi questo momento e , anche se sono sola , non rinuncio ad una buona cenetta in un ristorante vicino l’albergo. A nanna presto , cotta dal fuso orario .
31/10/2008
Sono sveglia alle 4 ma è normale. Un po’ di televisione … elezioni : che emozione !
Una barretta come colazione e parto per l’allenamento a Central Park. Mitico !
Amo New York e l’idea di fare jogging nel parco più bello del mondo è fantastico.
Foto di gruppo e poi via di corsa. Bello .. Bello !
Ma cosa succede : dopo circa mezzo chilometro sento un dolore al polpaccio sinistro. Non può essere nulla, non ho mai avuto problemi muscolari. Certo , ho un ginocchio con un legamento rifatto, un po’ di acciacchi qua e là ma i muscoli sono ok. Faccio ancora una decina di passi e un dolore forte mi blocca. Non riesco neanche a camminare : disperazione .
Mi giro e , controcorrente , torno in albergo zoppicando. Non può essere vero, forse sto ancora dormendo e questo è l’incubo peggiore. Sono venuta fin qui e , a due giorni dalla Maratona , non riesco più a camminare.
Arrivo in albergo e vado al banco Terramia a chiedere aiuto a Barbara. L’unica cosa veloce da fare è andare al NY Marathon Center dove c’è una postazione di medici. Taxi e via. Lì mi aspetta una altra amica Terramia che mi accompagna e non mi lascia fino alla fine della visita del medico che mi conferma che è una contrattura : massaggi e stretching. Mi butto letteralmente nell’area store del centro e compro di tutto : creme , rullo per massaggi , scaldamuscoli.
Torno in albergo e inizio una terapia tutta mia. Anche di notte mi alzo , faccio un po’ di stretching , cerco di camminare , fa male , torno a letto … e questo diverse volte cercando di capire se va meglio ma in realtà sono veramente arrabbiata e triste.
1/11/2008
Stamattina c’è la Friendship Run e voglio provare a correre. Metto due antichoc sotto i talloni e cambio scarpe. Proviamo . Non so se faccio bene a sforzare ma sono venuta a New York e voglio vivere tutto l’evento.
Ci provo e va bene. Riesco ad arrivare fino alla fine : fa male ma va bene così.
Alla conferenza pregara del pomeriggio incontro una collega di lavoro (il mondo è piccolo !) che gentilmente mi rifornisce di cerotto antidolorifico e arnica.
Torno in albergo : mi aspetta un’ altra notte di stretching !!
2/11/2008
Ci siamo. Sono emozionata ma anche molto preoccupata che il polpaccio possa non tenere.
Sul bus che ci porta a Staten Island si fa un po’ di conversazione ma si avverte la tensione.
Scendiamo nell’area partenza , il freddo è pungente e cerco subito riparo nella tenda dell’area dedicata al mio settore. Sono sola e così riesco a ritagliarmi un posticino.
Vicino a me c’è un ragazzo in maglietta e calzoncini che letteralmente trema dal freddo. Si è infilato le gambe in un sacchetto di plastica per ripararsi dal gelo. Gli offro un asciugamano come copertina. Mi ringrazia e io , felice, vedo che lo usa per tutto il tempo che trascorriamo lì.
Prima della partenza vivrò ancora un momento indimenticabile : il servizio religioso.
Diversi sacerdoti , che da lì a poco correranno la Maratona , si avvicendano esprimendo i loro pensieri e le loro intenzioni. Si canta al Signore in modo singolare , facendo dei movimenti che mimano il testo ma nello stesso momento ti fanno fare ginnastica per tenerti in forma e scaldarti.
E poi la comunione in una atmosfera unica. Un ricordo che porterò sempre con me.
Poi finalmente ci si avvia alla partenza : lasciamo la borsa ai ragazzi gentilissimi dell’UPS, ci incamminiamo verso la nostra area , ci svestiamo delle ultime cose e poi la musica e .. i brividi.
Per un anno mi sono chiesta come avrei potuto correre una Maratona e da lì a poco l’avrei saputo.
Le emozioni che ho vissuto durante la Maratona sono nella mia mente ma anche in quella di tutti gli amici con i quali ho corso : abbiamo visto le stesse cose , sentito gli stessi incitamenti , ascoltato le stesse musiche lungo lo stesso splendido percorso. Raccontarlo forse sarebbe sminuirlo ma voglio ricordare solo una signora italiana che , a poche centinaia di metri dall’arrivo, mi urla forte : “Vai ! Sei Bravissima !”. Ebbene … io ci ho creduto e sono arrivata al traguardo felice.Dopo l’arrivo ho sentito tutti i mali che avevo dimenticato ma che si erano moltiplicati durante la corsa. Infatti , a differenza di tanti amici che hanno già raccontato la loro storia, io non ho avuto le forze per festeggiare la sera dopo la gara e sono rimasta in camera a rimettere insieme i pezzi .
La mia felicità però era ( ed è ancora ) grande anche perché la paura di non farcela era , fino a poche ore prima , ancora più grande.
3/11/2008
Finalmente una giornata da turista. Giro per Manhattan e l’orgoglio per la medaglia che porto al collo si unisce a quello di essere a New York mentre gli Stati Uniti cambiano la rotta del Mondo.
Dopo il ritorno a casa tanti amici , che ovviamente non sapevano niente del mio viaggio, mi fanno i complimenti per aver percorso 42 chilometri ma non hanno capito che per me la Maratona di New York è stata anche un’altra cosa: l’orgoglio di essere riuscita a realizzare da sola un grande sogno. Adesso so che ho la forza per viverne altri.
Grazie New York.
Luciana Sodaro
Pettorale 41815
Official Time 5h43’56”
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