31 maggio 2008, correndo a Stoccolma…
di Romano Purro
Sono appena tornato dalla trasferta in terra svedese, a Stoccolma, dove per la 33ma volta mi presentavo al nastro di partenza di una maratona (quella vera, di 42,195 km, lo dico perche in troppi abusano di questa parola che racchiude un significato ben preciso).
Avverto mentre scrivo soprattutto un senso di piacevole sorpresa, nel senso che Stoccolma, per tanti versi, mi ha piacevolmente stupito. Dopo l’indimenticabile (e per certi versi ineguagliabile) esperienza newyorkese di qualche mese fa, ritrovavo la compagnia del Gruppo Terramia. Anche questa volta, lo dico subito, organizzazione ineccepibile, a partire dalla nostra accompagnatrice Chiara (che saluto), presente anche in terra americana.
Arrivo giovedì pomeriggio a Norkopping, un aeroporto nascosto in un’immensa foresta, una pista e poco altro, a 120 km dalla capitale svedese. Ma si fa presto ad arrivare in città, la strada è bella, si passa anche davanti all’Ikea, lo stereo dell’autista diffonde gli Abba, siamo in Svezia non ci sono dubbi.
Dopo la sistemazione in hotel, dove incontro anche Diego, simpatico compagno trevigiano di stanza, mi lancio in una bella passeggiata per le vie di Stoccolma, fino ad ora di cena. Scopro allora due caratteristiche del posto che mi accompagneranno per tutta la durata del soggiorno: la bellezza delle ragazze svedesi e il sole che quasi non tramonta mai, due eventi sorprendenti quanto illuminanti.
La stanchezza è tanta, anche per i trasferimenti precedenti, si corre (metaforicamente, per ora) presto a letto. Il venerdì, vigilia (eh sì, dettaglio non di poco conto: si correrà di sabato, alle 14), inizia con la gita in pullman per la città, dove scopriamo i monumenti principali, dislocati sulle varie isole della città: il Palazzo Reale, il Municipio, la città antica (Stoccolma sorge su un arcipelago di quattordici isole situate nel punto in cui il grande lago Mälaren sfocia nel Mar Baltico). E’ anche in atto una Conferenza sull’Iraq, con presente la Rice, e ci sono le feste degli studenti diplomati, cosi, tanto per ricordarci che il mondo continua a girare intorno a noi. Dopo la gita in pullman, è l’ora del tour in battello, due ore scoprendo Stoccolma dall’acqua. Ma oltre al piacere, c’è da pensare anche al dovere, cosi, dopo un breve riposo con visione del Giro in hotel, raggiungo nel fine pomeriggio la zona dello Stadio Olimpico di Stoccolma (qui si celebrarono le Olimpiadi del 1912) dove ritiro il pettorale. L’Expo non è tanto grande, anche se accogliente: da un lato i vari stand sotto un grande tendone, e fuori il pasta-party in una grande area che ritroveremo il giorno dopo. S’incontrano altri corridori, qui ci sono soprattutto svedesi e finlandesi, ma anche tedeschi, francesi, spagnoli e naturalmente italiani. A poche decine di metri, dentro lo stadio, si sta per svolgere il concerto dei Kiss. Enorme contrasto tra maratoneti e fans metallari. Unione che immortalo con una foto che non vedrete mai…
Sabato 31 maggio 2008, Stoccolma, Svezia. E’ la 30ma edizione di questa gara, 18231 sono gli iscritti (registrazioni chiuse da mesi), 13911 uomini e 4320 donne, in rappresentanza di ben 61 paesi. “Solo” 14680 corridori prendono il via, 13542 porteranno le proprie scarpe sulla linea del traguardo.
Per chi scrive è la terza maratona in 48 giorni (dopo Rotterdam e Lussemburgo), e la stanchezza non manca già prima del via. Ma l’eccitazione per la gara, il pubblico numeroso e la voglia di esserci mi consentono di chiudere la prima metà con un discreto tempo di 1ora35 (778mo posto). Il percorso è “bello”, nel senso di paesaggio e percorso. Ma non è assolutamente veloce ne facile. Bello e veloce sono due concetti che difficilmente vanno d’accordo, e, infatti, qui già i primi chilometri sono fatti di saliscendi, per lo più in una zona di campagna. I chilometri che scorrono in città sono per me nettamente più stimolanti, vuoi per il pubblico che incita (“Italia”, “Italia” anche qui, anche se non siamo a NY, quindi con le dovute proporzioni), per gli speaker molto vivaci (per ben due volte ho sentito il mio nome scandito in diretta al mio passaggio), per gli amici (saluto Alberto e Laura) presenti sul percorso. Sorprende il caldo (26 gradi, mi dicono), sorprende il rifornimento con i cetrioli, quello con la minestra e quello con la Cola, sorprendono, meno perche ci stiamo abituando, le ragazze che tifano, ballano, “heja, heja…”. Il percorso consta in gran parte in un giro da ripetere due volte, seppur con una serie di varianti. Non mi piacciono i passaggi nei parchi (come San Giuliano, come le Cascine…), molti soffrono il lungo ponte di Vasterbron (in salita, e molto lungo), e il lungo falsopiano nel tratto finale. Per un bel po’ corro con due ragazzi galiziani, l’intesa sembra funzionare. Purtroppo per quanto mi riguarda la mia gara cambia radicalmente al km26 quando un ginocchio sembra ribellarsi seriamente e mi trovo costretto a proseguire, anche camminando, distribuendo lo sforzo soprattutto sulla gamba destra. Ma sono davvero troppi i motivi che mi vietano anche solo di pensare al ritiro. Concludo in un tempo di 3 ore 42 (2237mo), almeno gli ultimi 2000 metri mi riprendo un pochino, anche perché l’ingresso è dentro lo stadio olimpico (3/4 di giro) con tanto di pubblico, se si chiudono gli occhi si puo sognare di essere un piccolo Baldini.
All’arrivo ritrovo gli amici del gruppo, e non solo del gruppo, perche in questi momenti sono tutti amici. Ci sta anche Aldino, un grande signore piemontese, che mi supera a pochi chilometri dalla fine e vola verso il personale. Davvero, ero felice come se il suo risultato fosse stato il mio. Si ritira la maglietta da finisher e la medaglia (che perdo anche, momentaneamente), ci sono birre e hotdog all’arrivo… La fila per i massaggi è troppo lunga cosi dopo uno scambio di pensieri, considerazioni e commenti si torna in hotel. Felici, come sempre. Concludere, è vincere.
Come da tradizione, la cena è tipica della città che ci ospita: arringhe, bollito, e a seguire ancora una passeggiata nella Stoccolma notturna, baciata dal sole di mezzanotte. Riparto domenica pomeriggio, non prima di un’ultima passeggiata, delle ultime foto, delle cartoline mai spedite, delle ultime corone spese, delle bionde, sempre loro…
Come non consigliare una trasferta podistica a Stoccolma? La città non è tanto economica, è vero, ma con saggezza si gestisce bene il soggiorno (mezzi pubblici gratuiti per tre giorni per chi corre!), ma è molto bella, accogliente, la maratona, seppure non facile, organizzata bene.
Concludo ringraziando e salutando come sempre tutte le amiche e tutti gli amici tifosi e le care persone conosciute a Stoccolma, corridori e non.
Vi do appuntamento a fine settembre, dopo la maratona di Berlino. L’avventura continua!
Romano
|