Palmariggi-New York
Un sogno lungo 42,195 km
Dalla Puglia e precisamente dalla splendida Terra del Salento (Terra de “Sule, Mare e Ientu”) a New-York, per amore dello sport e, precisamente, per la maratona.
Esperienza indimenticabile, indescrivibile a parole ed estremamente emozionante da vivere.
Estratto della classifica
Ma partiamo dall’inizio, dal lungo programma di allenamento fatto seguendo in modo quasi maniacale le tabelle del “Maestro” – Orlando Pizzolato –
La nostra sfida è iniziata circa sei mesi fa e ha visto quattro allenamenti settimanali ed un graduale aumento della distanza percorsa ogni settimana: dai 10-15 km del martedì, giovedì e sabato al lungo della domenica fino ad un max di 37 Km. Un programma affrontato con energia, fatica, senza mai perdere di vista l'obiettivo, spronati dalla forza di volontà e dalla bellezza del paesaggio. Una passione la nostra nata proprio correndo per le strade del Salento, attraversando le quali abbiamo potuto riscoprire il contatto con la natura e con la nostra meravigliosa terra che ci ha restituito la carica e la grinta nei momenti di sconforto. E poi, ancora, il significato dell'amicizia che si vede dall'aiuto di un compagno, dal modo in cui ci si trascina e ci si sprona a vicenda, volendo solo resistere e correre.
Le nostre aspettative alla vigilia della partenza erano molto alte, trattandosi anche della nostra prima maratona in assoluto. Di una cosa però eravamo certi: al nostro ritorno avremmo avuto un bel po’di ricordi, di sensazioni, di immagini ed aneddoti da raccontare e forse qualche motivazione in più per convincere che lo sport può farci diventare più forti, apportare benefici, oltre al corpo, anche alla mente, può farci scoprire luoghi e paesaggi altrimenti sconosciuti.
Ma ora veniamo al racconto del grande giorno perché il 4 Novembre anche Io (pettorale 9513) e Nicola (pettorale 8083), insieme ad altre 40.000 persone, eravamo lì a Staten Island, ponte del Verrazzano, per correre una delle gare più famose al mondo: la ING New York Marathon.
Ore 10.10: Un colpo di cannone.Quarantamila persone attorno a noi ed una irrefrenabile voglia di correre veloce...perchè sei circondato da decine di migliaia come te, perchè quando cominci finalmente a correre ti senti da dio, perchè sei lì a New York, a Verrazzano Bridge, per la più nobile, l'indiscussa regina: la maratona di New York, o semplicemente la Maratona.
Tutte le ansie, tutti i malanni, più presunti che veri, della vigilia spariscono di colpo e in un attimo ci lasciamo andare non facendoci sfuggire nessuna immagine, nessuna sensazione, nessuna emozione.
Lungo il percorso riusciamo perfino a goderci le bande musicali, gli applausi, i cori...salutiamo la gente che ci incoraggia e non pensiamo più a niente, se non a correre. C'è la nostra strada, c'è il rumore della folla, ci sono i nostri passi che rimbombano nel cervello e presto arriva anche il primo vero affaticamento dei muscoli. L'adrenalina della prima metà è ormai finita e dobbiamo iniziare a concentrarci, a resistere, a darci delle mete fittizie e, passo dopo passo, continuare e non mollare...sognando Central Park, sognando ad ogni crampo il Finish Line.
L'ultima curva e finalmente il mitico rettilineo. L'energia è come tornata d'incanto. Siamo come ubriachi. Ma manca ancora l'ultimo sforzo: le nostre braccia al cielo attraversando il traguardo. 3 ore e 55 minuti 28 secondi: la nostra vittoria. Si, perchè,dopo la mitica linea blu del finish, è come se avessimo corso da soli e fossimo gli unici vincitori.
E'una tempesta di emozioni, una magia, roba che crea dipendenza: New York, all'ann
Francesco Cazzetta (arbitro di Calcio della sezione di Casarano)
Nicola De Marco,
atleti appassionati rispettivamente di Palmariggi (LE) e Maglie (LE)

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