Maratona di Praga
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Maratona di Praga 2008

 
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Reportage

13a Edizione
VOLKSWAGEN PRAGUE MARATHON 2007

Domenica 13 Maggio 2007

ELOGIO DELLE PICCOLE MARATONE
(Ma non meno importanti)

Corrispondenza da Praga

Articolo di Alex Bordogna

Foto di Antonio Baldisserotto, Alex Bordogna e Fabrizio Dembech


©Terramia

13a Maratona di Praga
Partecipanti - 4.800
Percorso - cittadino, leggermente ondulato, alcuni chilometri su porfido
Meteo - sole, temperatura fra 22 e 29 gradi
Partenza ore 9.00
Italiani partecipanti - 312
Classifiche sul sito ufficiale

A volte siamo presi dalla smania per le grandi cose, per le grandi imprese, per le grandi emozioni….
E a volte, proprio per questo, non ci accorgiamo che le grandi emozioni possono nascere anche dalle “piccole” cose.
Un esempio ne è la maratona di Praga.

Ma perché piccola?
Piccola perché, nonostante in continua crescita, non può certo vantare il numero di partecipanti della più blasonata New York e, nemmeno, di Londra o di Parigi.
Piccola perché, tutto sommato, la città è ancora a misura d’uomo. Un’incantevole perla unica ed irripetibile, specchio dei secoli, teatro di avvenimenti memorabili e sovvertitori, che si respirano in ogni angolo, caratterizzata dalla tortuose stradine della Città Vecchia, dai Palazzi di Mala Strana, dal fascino mozzafiato dell’antico Ponte Carlo con le sue statue ed il suo incessante passeggio..

La sua bellezza è stata onorata da grandi personalità, come musicisti, regnanti e papi…e noi stessi non possiamo che rimanere estasiati.
Piccola anche perché permette ritmi lenti.
Un vecchio proverbio dice “chi va piano va sano e va lontano”. Credo sia nato in un mondo antico e agricolo, dove il tempo era dettato dal ciclo delle stagioni. Per i contadini, l’unico mezzo di trasporto era andare a piedi. Possiamo o vogliamo tornare a quell’ era bucolica? Forse no.
Ma questo non è un buon motivo per vivere ossessionati dalla fretta.
La maratona di Praga ci dà, in qualche modo, l’opportunità di tentare questo ritorno alle origini.
L’intera trasferta occupa poco più dello spazio di un weekend, ed offre l’occasione per ammirare quelle straordinarie bellezze che tanto hanno colpito anche noi.

Tutto pare facile qui.
Il ritiro del pettorale è un rituale che comporta solamente una piccola passeggiata, la sgambatina pre-gara che tanto piace (e serve) ai nostri atleti. L’expo è situato in un edificio non molto distante dal centro città, di ampio respiro e già di per sè rilassante, lo stesso momento della consegna del chip e del pacco gara (nonché di un abbondante piatto di amatriciana al dente e cosparsa con una manciata di formaggio grana, assicurata a tutti i partecipanti) è quanto necessario per cominciare ad entrare nell’atmosfera giusta. Se poi sarete fortunati, riuscirete– barattando qualunque moneta abbiate in tasca – a farvi offrire una fresca lattina di birra dalle ammiccanti ed incantevoli bellezze ceche preposte allo stand, ma questa è un’altra storia…

Arriviamo così alla domenica della gara.
La sveglia non è di quelle che fanno venire i brividi al solo pensiero. Colazione in albergo e poi, dopo la foto ricordo, ci si incammina tutti insieme per raggiungere la splendida Piazza Venceslao, nel cuore della città vecchia, punto di partenza della gara, previsto per le 9.
Giusto il tempo per un po’ di stretching e di preparazione, anche in compagnia dei propri sostenitori, che possono spingersi fino a pochi passi di distanza, ed arriva il momento tanto atteso.
Sfilano i soliti big, keniani e non. A seguire, il gruppo dei 5000, emozionati e concentrati.
La giornata è incantevole sotto tutti i punti di vista.
Un limpido sole bacia la città, le sue meraviglie, e tutti coloro che, in qualche modo, partecipano alla manifestazione.
La lieve tensione pre-gara lascia subito il posto a tutte le altre emozioni che solo una maratona può dare: l’adrenalina iniziale, la prima fatica, il momento della “rottura” del fiato, lo sconforto e subito dopo il sollievo dato da un compagno (magari conosciuto da poco) che ti sprona e ti aiuta a superare la crisi. Poi ancora la scoperta degli incantevoli angoli di Praga, il sostegno della gente, il ristoro dei ristori..( confessiamo che abbiamo visto servire più di una lattina fresca di birra, verso gli ultimi km, peraltro apparentemente piuttosto gradita…).
E poi, finalmente, l’avvistamento della finish line, e qui va detto – onore al merito – una delle più belle delle maratone attualmente in calendario, data la spettacolare coreografia e l’encomiabile organizzazione.
Si arriva, sotto un sole diventato ormai cocente, a tagliare il traguardo.
A questo punto non si sentono più né il caldo, né la fatica, né le inevitabili tensioni muscolari.
Ora è solo gioia, solo soddisfazione, solo compiacimento per l’impresa gloriosamente portata a termine.

E come eroi, si ritira fieri la propria medaglia, si lascia il luogo teatro della vittoria, passeggiando, in tutta tranquillità ed in compagnia dei ritrovati cari, alla volta di casa. Non senza una breve – o lunga, se del caso...– sosta alla storica birreria U Fleku, dove solerti camerieri non ci fanno attendere nè una pinta di birra scura nè un bicchierino di Becherova. Il tutto, accompagnato da abili suonatori, vuoi austro-ungarici vuoi dalle evidenti origini vietnamite che, al suono di Romagna mia, brindano alle nostre gloriose gesta.

Arrivederci città d’oro, alla prossima….