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A cura di
Orlando Pizzolato

















 



LIFE IS RUN
...possiamo immaginare la vita come una grande corsa a tappe, fatta di lente pianure, di salite e discese, di scattanti fughe e di improvvise volate...

di Alex Bordogna ©Terramia



Uno dei primi viaggi che impariamo a conoscere fin dai tempi della scuola è il leggendario ritorno di Ulisse dalla guerra di Troia alla sua nativa Itaca, la patria abbandonata e ritrovata insieme alla moglie Penelope ed al figlio Telemaco.

Se ripensiamo alla vicenda, cercando di andare oltre il semplice racconto, non possiamo non renderci conto del fatto che il viaggio non può consistere solo nell'approdo al porto finale, nel raggiungimento dell’ agognata meta ma rappresenta, piuttosto la verifica di numerose esperienze. In pratica, il lungo e intenso cammino per cercare di arrivare alla conoscenza di se, nel senso più ampio del termine. E’ lo stimolo naturale alla continua ricerca del nuovo, l'istintiva seduzione di ciò che ci è estraneo, l’abile sfida al confronto con il diverso da noi, la temerarietà e la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili, il gusto del rischio e dell'avventura. Il vero significato del viaggio va ricercato nel suo percorso: la meta può materializzarsi in maniera imprevedibile e talvolta può, addirittura, sfuggire, può essere perennemente e vanamente inseguita ma, ciò che conta, è ciò che si incontra e si vive durante la strada. Una delle esperienze più significative ed esaltanti che si possono assaporare nel viaggio attraverso la vita c’è, senza dubbio, l’attività sportiva ed, in particolare, la corsa. Fin dalla preistoria, l'uomo svolgeva abitualmente attività che possono essere considerate sportive anche se, per lui, non erano che mezzi indispensabili per guadagnarsi la sopravvivenza. L'uomo primitivo camminava per spostarsi da un posto all'altro, correva per inseguire una preda, combatteva per difendersi e pescava e cacciava per mangiare. Presso gli antichi Atzechi il gioco, oltre a essere un'attività di svago, assumeva spesso caratteri magici e rituali, fino al punto che poteva arrivare a sacrificare la propria vita per la vittoria finale. Nell'antico Egitto, la caccia veniva considerata una gara sportiva molto importante, quasi equiparata ad una vittoria in guerra; la stessa cosa valeva per i re Assiri. Altrettanto importante era l'attività fisica per i Greci, che la ritenevano fondamentale per lo sviluppo armonico della mente e la ricerca dell’equilibrio. La cura del fisico era vissuta come forma di bellezza, di ritmo, di movimento ed era rigorosamente impartita sia ai maschi che alle femmine. Piede in greco si dice “pòus” e da questa parola deriva il termine podismo, da cui prendono il nome vari tipi di corse. Il podismo fu la prima vera attività sportiva.

             

Lasciandoci trasportare dalla fantasia, possiamo immaginare la vita come una grande corsa a tappe, fatta di lente pianure, di salite e discese, di scattanti fughe e di improvvise volate. A diverse tipologie di corridori possono corrispondere altrettanti tipi di persone: c’è colui che ama correre da solo a testa bassa senza curarsi degli altri, c’è chi è abile a  stare “a ruota” per tutta la strada per poi allungare negli ultimi metri, superare e vincere, c’è chi fa l’umile lavoro della “lepre” senza risparmiarsi e c’è chi non vince mai, ma è sempre lì e correre è la cosa più importante.

Molto spesso, nella corsa come nella vita, siamo accompagnati lungo il percorso dai gregari, che spendono le proprie energie al servizio di qualcuno, accontentandosi delle vittorie delle persone che aiutano e di piccoli successi personali che raccolgono. Sono le persone che sanno essere amiche davvero, quelle che non ti mollano mai, quelle che ti tengono protetto dal vento, che ti accompagnano dritto al traguardo, che ti stanno vicino quando sei in difficoltà, le persone su cui potrai sempre contare. Sono le persone che trovano la loro felicità nel tuo sorriso forse solo perché non hanno le qualità e la grinta per vincere o non hanno il coraggio di provarci, e forse, perché – tutto sommato - preferiscono così. Non importa chi alla fine taglierà il traguardo per primo e solleverà le braccia al cielo, perchè non importa in che posizione si arriva ma, piuttosto, in che modo si è corso. Chi vince viene solo ricordato in qualche albo e porta a casa una medaglia, chi regala emozioni viene ricordato nei cuori delle persone alle quali ha donato, incondizionatamente, quelle emozioni.

 

Circondati di gregari, viaggia attraverso la vita con tanti e buoni amici, perché solo in loro compagnia potrai andare molto lontano